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giovedì , 14 dicembre 2017
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Passato il Natale, come prendersi cura dei fiori ricevuti in dono?

Una delle tendenze del Natale appena passato è stata il ritorno di un classico dono bello e utile, come fiori e piante: in tanti, infatti, hanno scelto le Stelle e le Rose di Natale come strenna green, per dare un tocco di colore in più alla casa durante le feste. Con il ritorno alla routine di gennaio, però, serve forse qualche consiglio su come prendersi cura al meglio di queste piante.

Ardisia, Schlumbergera, Gaultheria, Helleborus niger e, ovviamente, Stella di Natale: anche nelle ultime festività le piante sono state tra le strenne più gettonate, sia per regali “formali” sia che per pensieri più specifici destinati a familiari e amici con pollice verde. E quelle citate sono proprio le tipologie preferite dagli italiani, e che oggi restano in casa a colorare le nostre stanze.

Come curare le piante. Superata l’Epifania e archiviata definitivamente la fase delle feste, infatti, questi regali green restano a farci compagnia, a patto ovviamente di saper prenderci cura di questi nuovi ingressi nel nostro giardino domestico, sia interno che esterno. A farci da guida è il portale Codiferro, dove il master gardener fiorentino Tiziano descrive le principali tecniche di gestione di fiori e piante, comprese quelle che diventano strenne natalizie come le varie tipologie di elleboro, noto anche come Rosa di Natale nella variante di colore bianco.

La Rosa di Natale. È proprio l’elleboro niger (di nome, ma di fatto bianco), infatti, a trovar fortuna come dono durante le festività, grazie alla particolare bellezza della pianta, caratterizzata da fiori unici a portamento pendulo, dal colore bianco opalescente che può virare al rosa e grandi foglie verdi che vivacizzano gli ambienti. La particolarità di questa specie è che i fiori sbocciano proprio in inverno, da dicembre in poi, e quindi non temono troppo il freddo, anche se è bene evitare le gelate del terreno e preservare i vasi dalle correnti d’aria, scegliendo come posizione un luogo a mezza ombra.

Sopravvivere all’inverno. Fino agli inizi del Novecento l’elleboro era una pianta diffusissima, al punto di essere considerata la regina dei giardini d’inverno di tutta Europa, ma poi la sua stella si è eclissata per un po’, fino come detto a trovare nuova fortuna negli ultimi anni anche come dono di Natale. Per sopravvivere anche in questi mesi, la pianta richiede di essere posizionata e vivere all’aperto, possibilmente in piena terra. Quando non è possibile evitare il vaso, sarebbe invece bene procurarsene uno grande e spazioso; per quanto riguarda l’innaffiatura, si consiglia di procedere ogni dieci giorni circa.

La Stella di Natale. Dalla Rosa alla Stella di Natale il passo è breve, almeno nelle preferenze degli italiani; anche quest’anno, infatti, la Poinsettia (o scientificamente Euphorbia pulcherrima) è stata uno dei must tra le strenne, una delle piante più richieste e amate di questo periodo. E dire che si tratta di un esemplare originario del Messico, dove raggiunge dimensioni simili a quelle di un alberello; dalle nostre parti, invece, teme il freddo e andrebbe ricoverata in ambienti interni, in presenza di caldo e luce. Da evitare, però, la sistemazione nelle immediate vicinanze di fonti di calore, così come una posizione troppo ravvicinata a correnti d’aria o alla luce diretta. L’innaffiatura andrebbe eseguita solo quando il terreno è asciutto, senza esagerare, mentre poi agli inizi della primavera si renderà necessario recidere gli steli e rinvasare.

Le altre piante invernali. Più semplici da curare si rivelano Ardisia e Gaultheria, che invece non subiscono troppi danni dal freddo e quindi possono sopravvivere anche in esterna. Per la prima pianta, le accortezze sono la collocazione in ambiente luminoso ma non caldo, con innaffiatura limitata in questa fase; la Gaultheria, invece, vuole terreno acido e poca acqua in inverno. Infine la Schlumbergera(nota comeCactus di Nataleo anche natalina) è discretamente resistente al clima gelido, ma andrebbe riparata comunque in casa evitando un’esposizione luminosa diretta.

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