lunedì , 26 settembre 2016
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Sclerosi multipla: i progressi della ricerca

La sclerosi multipla è una patologia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale e che, malgrado l’avanzare della ricerca e le nuove strade imboccate dalla medicina in tempi recenti, rappresenta ancora una delle cause principali di disabilità nelle migliaia di pazienti giovani che ne sono affetti. La sclerosi multipla colpisce soprattutto individui di giovane età, spesso compresi fra i 20 ed i 40 anni, ed in misura maggiore le donne. Negli ultimi anni, la Fism (la federazione italiana sclerosi multipla) ha deciso di finanziare un progetto ad ampio respiro, coordinato dai medici ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano, i quali hanno posto in evidenza la relazione esistente fra l’avanzamento della malattia ed il processo degenerativo a carico degli astrociti.

Gli astrociti altro non sono che cellule presenti nel sistema nervoso, che reagendo alle neurotrofine e producendo ossido nitrico, innescherebbero il lento processo di degenerazione neuronale. Le conseguenze spiacevoli della malattia deriverebbero dal fatto che l’ossido nitrico induce i neuroni a perdere eccessive quantità di mielina, sostanza che sta alla base della costituzione della guaina protettiva dei neuroni stessi. Privati della loro naturale difesa, i neuroni giungono alla morte molto più rapidamente che in condizioni normali. Le prossime cure verteranno sull’elaborazione di strategie che avranno l’obiettivo di fermare il processo degenerativo che coinvolge astrociti e neurotrofine e che è alla base della lenta distruzione dei neuroni. Le cure del futuro pertanto, sembrano aver intrapreso una strada ben definita, per quanto ancora non si possa avere la piena certezza del successo della strategia improntata sulla protezione neuronale. L’origine dello studio coordinato dai medici del San Raffaele ha avuto come punto focale l’osservazione condotta sul recettore TrkB presente nelle neurotrofine, che ha mostrato una forte influenza sugli astrociti in presenza delle tipiche lesioni apportate dalla malattia. Le neurotrofine sono molecole ritenute fondamentali per la protezione, lo sviluppo e la rigenerazione dei neuroni. Il recettore TrkB, tuttavia, induce gli astrociti a sviluppare una maggiore sensibilità alle neurotrofine, con la conseguente produzione di valori oltre la norma di ossido nitrico, responsabile del decadimento e della morte dei neuroni e dei danni inferti dall’avanzare della malattia.

Come anticipato, anche la dottoressa del San Raffaele Cinthia Farina, responsabile del dipartimento di ricerca sulle malattie neurologiche e coordinatrice delle ricerche tese ad arginare la malattia, ha confermato il ruolo preponderante di astrociti e neurotrofine all’interno del processo degenerativo. La dottoressa ha anche affermato la volontà di perseguire studi votati alla creazione di terapie improntate sulla neuroprotezione, ad oggi la strada che appare più percorribile nella lotta alla sclerosi multipla.

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