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mercoledì , 14 novembre 2018
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Abbinamenti tra vino e cibo: qualche suggerimento da tenere a mente

Abbinare il vino giusto al cibo è sempre un esercizio complicato: partendo dal presupposto che i gusti soggettivi sono sempre indiscutibili, vale la pena di tenere conto di alcune semplici regole che possono tornare utili per evitare accoppiamenti azzardati o poco indovinati. Per esempio, se si è in presenza di una pietanza dalla tendenza untuosa o piuttosto grassa, è preferibile contrapporre tannino e acidità. In questo modo il vino alleggerisce il palato rispetto alla parte grassa del piatto e lo deterge, così che ciascun boccone possa essere ben equilibrato. Tanti gli esempi che si potrebbero menzionare: un Tocai friulano è molto adatto a una trota salmonata, mentre per un fritto misto non c’è nulla di più adatto di un Trebbiano toscano. Ancora, un Chianti Classico è da abbinare a unatartare di manzo, così come le carni di maiale alla griglia possono essere valorizzate con un Sangiovese di Romagna.

Se, invece, in tavola ci sono alimenti molto speziati, i vini che li accompagnano dovrebbero essere caratterizzati da un residuo zuccherino. Se è vero che non è mai facile trovare l’abbinamento perfetto per i piatti piccanti, è altrettanto vero che si può provare a sfoderare un vino con un significativo tenore alcolico e un residuo zuccherino non anonimo. Passando al pesce, il luogo comune vuole che il vino bianco sia d’obbligo: è vero ma solo fino a un certo punto, nel senso che anche alcuni rossi possono essere adatti. Un Soave o un Verdicchio danno la certezza di non sbagliare mai, e lo stesso dicasi per uno Chardonnay. I rossi più delicati da preferire sono il Bardolino e il Grignolino, che sono perfetti sia per una zuppa che per una grigliata, mentre l’Amarone è un vero e proprio nemico per il salmone, a prescindere dal metodo di cottura.

Per quel che riguarda il dolce, non c’è alternativa a un vino dolce: da mettere al bando è lo spumante brut, che rischia di compromettere il gusto di qualsiasi torta, crostata o pasticcino si porti alla bocca. Che si opti per un bianco amabile, per un passito o per un moscato, invece, è indispensabile accostare il dolce al dolce, prestando attenzione affinché il dessert sia dolce come il vino, o comunque non di più: in caso contrario sarà il vino a sfigurare e a risultare più anonimo di quanto in realtà non sia.

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