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lunedì , 21 ottobre 2019
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Atomik, la prima vodka di Chernobyl

Atomik, la prima vodka di Chernobyl

Il nome di questa particolare vodka è “Atomik” ed è prodotta grazie al grano coltivato proprio a Chernobyl dopo il disastro del 1986. A creare tale bevanda sono stati un gruppo di scienziati con la supervisione del professore Jim Smith dell’università di Portsmouth. Scopo di tale produzione è quello di dimostrare definitivamente che l’area adiacente alla centrale di Chernobyl possa offrire al mondo ciò che nasce sui propri terreni, con le dovute precauzioni, ovviamente.

Inoltre, la Chernobyl Spirit Company (nome della società produttrice della vodka in questione) ha dichiarato che con i proventi ottenuti dalla vendita della vodka intende dare una mano a tutte le comunità ucraine che hanno subito danni dal disastro nucleare. La vodka Atomik è realizzata mediante grano di segale contaminato e acqua (proveniente sempre dallo stesso territorio).

La vodka di Chernobyl è radiottiva?

Il dubbio dei consumatori sorge spontaneo: la vodka è radioattiva? Il professor Smith smentisce assolutamente, spiegando come hanno trattato gli ingredienti necessari per la produzione della vodka. Il grano è stato trattato e l’acqua proveniente dalle falde acquifere di Chernobyl è stata distillata meticolosamente per eliminare qualsiasi tipo di impurità. La vodka successivamente è stata oggetto di precise analisi dei chimici dell’università del Southampton, e dagli studi è emerso che nel prodotto non c’è nessuna traccia di radioattività.

Anche alcuni scienziati ucraini che hanno partecipato alla produzione di questa particolare vodka, hanno dichiarato che non è necessario abbandonare i terreni vicini alla centrale di Chernobyl in quanto da essi si possono ricavare frutti privi di radiazioni, ottimi per il commercio e per il rilancio dell’economia locale. Certo, se è scientificamente provato che tali frutti siano privi di radioattività, è difficile che il cittadino medio si convinca di tutto ciò, questo può essere un problema per la vendita sul mercato di tali prodotti.

Attualmente esiste una sola bottiglia di Atomik, descritta come una vodka dalle note molto fruttate. I ricercatori hanno calcolato però di poter produrre almeno 500 bottiglie con il grano a loro disposizione. Secondo alcuni, ci sarebbero molti potenziali clienti di tale prodotto, specialmente i turisti, che a causa dei social e della serie tv che ha per oggetto la famosa centrale di Chernobyl sono stati “attirati” nelle zone del disastro nucleare per fare una visita alla centrale, noncuranti delle radiazioni ancora presenti nell’aria che potrebbero causar loro dei danni.

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