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sabato , 25 settembre 2021
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Cashback: sospensione o addio? La scelta di Draghi

Il nuovo premier Mario Draghi sta mostrando evidenti segni di discontinuità dal suo predecessore, l’avvocato Giuseppe Conte.
Era nell’aria: la sostituzione di Arcuri col generale Figliuolo nel ruolo di Commissario per l’emergenza e il ritorno di Curcio a capo della Protezione Civile erano sintomi evidenti di un cambio di passo. Ma non è finita qui. Infatti, voci di corridoio, affermano che l’ex presidente della BCE abbia l’intenzione di mettere mano al cashback: il bonus, distribuito in varie forme, che lo Stato ha stanziato in favore dei cittadini che effettuano pagamenti tramite moneta elettronica.

Come funziona il cashback?

Il cashback, letteralmente “soldi che tornano indietro”, è il bonus previsto dal Governo Conte per incentivare i cittadini a pagare con moneta elettronica, dunque tracciabile, evitando i contanti. Il bonus è stato previsto secondo due forme: la prima consistente in un rimborso del 10% delle transazioni effettuate mediante moneta elettronica, fino ad un massimo di 150 euro; la seconda invece (ancora in corso) prevede un premio pari a 1.500 euro per i cittadini con più transazioni elettroniche. La classifica finale, per il bonus di 1.500 euro, verrà stilata a Luglio, mese in cui i primi centomila cittadini verranno premiati col bottino grosso. A meno che non ci siano interventi governativi imminenti, come sembra…

I motivi della cancellazione del cashback

Il premier Mario Draghi starebbe pensando in queste ore di eliminare il cashback da 1.500 euro, per una serie di ragioni. Prima di tutto la misura non è considerata prioritaria dal nuovo Governo e la rimozione del cashback significherebbe un risparmio molto importante, che verrebbe destinato a misure ritenute più importanti per il nostro Paese. Inoltre il provvedimento, già ai tempi della sua emanazione (Dicembre 2020 ndr), non ha mai ottenuto il pieno apprezzamento dell’Unione Europea, ente che ha garantito all’Italia circa 200 miliardi di euro per fronteggiare i danni economici dell’emergenza Covid. L’irritazione dell’Unione Europea sembra essere un fattore decisivo per la scelta del Premier Draghi, già Presidente della BCE e sensibile ai pareri dell’ente comunitario.

La sospensione del cashback: l’altra ipotesi sul tavolo

Niente è ancora perduto. Infatti pare possibile che il Governo si limiti a una soluzione più soft: la sospensione del cashback. In questo caso sarebbero salve le speranze di chi è in piena corsa per il super premio di 1.500 euro, assegnate ai primi centomila cittadini per numero di transazioni. L’unica conseguenza negativa sarebbe un ritardo nell’assegnazione del bonus, che slitterebbe di qualche mese: questa ipotesi andrebbe a conciliare anche le esigenze dei gestori degli impianti di benzina che da mesi vengono presi d’assalto dai partecipanti alla classifica del super cashback da 1.500 euro, molti furbetti infatti hanno accumulato nel tempo un’infinità di micro transazioni al solo scopo di salire in classifica, spezzettando il naturale rifornimento in più fasi e mettendo a disagio gli operatori delle pompe di benzina.

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